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Medical Humanities & Medicina Narrativa

Coordinatori

Valerio Ferro Allodola, Professore Associato Università Mediterranea di Reggio Calabria; Maria Buccolo, Ricercatrice Università Europea di Roma

Descrizione

Le Medical Humanities (MH) nascono negli anni Sessanta in USA come movimento di opinione composto da medici, operatori sanitari, assistenti spirituali, cappellani, i quali iniziano ad interrogarsi sulla necessaria umanizzazione del modello biomedico e fortemente tecnicista della Medicina (Evidence Based Medicine – EBM). Si costituirono, così, movimenti intellettuali all’interno del campo biomedico, che inizialmente si definirono “umanesimo medico” e che, in seguito, diedero vita ad una nuova disciplina di ricerca scientifica, denominata “Medical Humanities” (MH).
La relazione tra medicina e humanities si fonda sulla loro capacità di affrontare le questioni fondamentali dell’esperienza umana, soprattutto quelle legate alla sofferenza, alla malattia, al desiderio di guarigione e ai limiti dell’uso della tecnologia. Le MH, infatti, mettono in gioco riflessioni pedagogiche, etiche, filosofiche, storiche e letterarie per riconsiderare l’esistenza umana alla luce dell’impatto della medicina contemporanea rappresentando, al tempo stesso, una risorsa indispensabile per la medicina stessa.
Possiamo definire le MH come un campo interdisciplinare costituito dalle:
- scienze umanistiche (pedagogia, filosofia, letteratura, etica, storia e religione);
- scienze sociali (antropologia, studi culturali, psicologia, sociologia);
- arti (teatro, cinema e arti visive) e la loro applicazione alla formazione e alla pratica medica e sanitaria.
Dal punto di vista della sperimentazione sul campo, le esperienze di Medical Humanities (MH) hanno progressivamente, seppur in modo inizialmente marginale, trovato spazio nel core curriculum di alcune facoltà mediche italiane, come documentato dalla letteratura scientifica degli ultimi trent’anni. Nel contesto italiano delle MH, si osserva una prevalenza della Narrative Based Medicine (NBM), con un ampio ricorso alla narrazione sia quale strumento di autoformazione situata nel contesto socio-culturale, sia come componente integrante del percorso terapeutico, attraverso dispositivi quali autobiografie, autopatografie e diari.
La finalità generale del Gruppo SIREF “Medical Humanities & Medicina Narrativa” consiste nell’attivazione di una comunità di studio, ricerca, sperimentazione e valutazione, orientata ad approfondire con rigore teorico e metodologico le condizioni di compatibilità epistemologica tra pedagogia e medicina. Tale prospettiva si inscrive nel meta-paradigma della complessità, considerato sia in senso diacronico sia sincronico, con l’obiettivo di individuare e sviluppare possibili traiettorie di ricerca interdisciplinare.
In tale cornice, il Gruppo si propone di integrare i saperi umanistici nella pratica medica, al fine di promuovere un approccio alla cura maggiormente orientato alla persona nella sua complessità e integralità. L’obiettivo è valorizzare la dimensione soggettiva dell’esperienza di malattia (illness), riconoscendo il ruolo cruciale delle narrazioni, delle emozioni e del contesto socio-culturale nei processi di prevenzione, salute e cura. Parallelamente, si intende favorire lo sviluppo di una cultura medica più consapevole dei propri limiti - spesso inscritti in una prospettiva riduzionistica e iperspecialistica che concepisce la malattia come mero oggetto di indagine e il corpo come oggetto di intervento (disease) - e maggiormente attenta alle implicazioni etiche, relazionali e umane della pratica clinica.

Finalità

Tra gli obiettivi specifici rientrano:
• promuovere la ricerca interdisciplinare tra medicina, pedagogia, filosofia, letteratura, storia, arti e scienze sociali;
• studiare e applicare le MH e la Medicina Narrativa nella pratica clinica, nella formazione e nell’organizzazione sanitaria;
• sviluppare strumenti formativi per operatori sanitari orientati all’empatia, alla comunicazione, alla riflessività e all’apprendimento trasformativo;
• analizzare criticamente l’impatto delle tecnologie biomediche e delle nuove tecnologie sull’esperienza umana della cura;
• diffondere una cultura della salute centrata sulla persona e sulle humanities, anche attraverso attività divulgative e collaborative con istituzioni sanitarie e culturali.
In sintesi, il gruppo si propone di contribuire a una medicina più umana, capace di coniugare competenza scientifica e comprensione profonda dell’esperienza vissuta dai pazienti.
Nel corso del triennio il Gruppo si pone i seguenti obiettivi:
1) Realizzazione di almeno due seminari sulle tematiche di interesse;
2) realizzazione di un Convegno Internazionale;
3) pubblicazione degli Atti del Convegno.

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